10 APRILE 2011. VENTANNI

Non puoi ridare forma al passato, ma puoi creare il presente

PAM BROWN, Ti auguro, 1928

Arriviamo vicino alla diga della Vegliaia, l’imboccatura del porto. Siamo sul ponte e Mauro mi fa domande sulle navi in rada.
“Francesco dov’è che è successo?”.
Gli indico il punto. È vicino alla zona di ancoraggio di una grossa nave mercantile. Siamo a circa due miglia e mezzo e mi chiede per sicurezza se sto parlando di quel punto lì. Vuole capire. Sapere.
“Sì è lì” rispondo e lui rivolge gli occhi su quella zona di mare, scuotendo leggermente la testa. Il suo volto sembra pronunciare poche semplici parole a me familiari: “erano lì, non è possibile”.
Antonella segue ogni suo gesto con amore. Sa che oggi è un giorno difficile, ma necessario. Sono belli nel loro essere insieme.
Stefano suggerisce di scendere giù ma si ferma. Ha intuito una scena. Mentre Mauro scende gli scalini dal ponte della nave, si staglia sullo sfondo un’enorme scritta “Moby”. Blu su sfondo bianco svetta dalla fiancata di un grande traghetto della compagnia di Onorato. Mauro la guarda per un attimo. Poi scende. La Moby è già lì. Continua ad evitare gli sconti emotivi ai familiari delle vittime.

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