ANGELO

“Dopo aver eliminato l’impossibile, ciò che resta, pur improbabile che sia, deve essere la verità”

ARTHUR CONAN DOYLE, Il segno dei quattro, 1890

Angelo è il figlio minore del comandante del Moby Prince Ugo Chessa e il 10 aprile 1991 aveva venticinque anni. Studiava medicina a Milano, giocava a basket e si godeva la vita. Poi l’immagine del Moby Prince fumante al tg4, durante il turno di mattina in ospedale. Lo shock e immediatamente il pensiero più doloroso: nel traghetto quella sera c’era anche sua madre Maria Giulia Ghezzani.
Ho conosciuto Angelo il 21 dicembre 2010. Ritenevo altamente probabile trovarlo quel giorno a Livorno perché sarebbe stata discussa in quella sede l’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta bis sul Moby Prince presentata dall’Avv. Carlo Palermo per conto dei due fratelli Chessa: Angelo e Luchino. Ottantadue pagine che mi ero studiato con grande interesse, sul filo di quanto avevo letto nel libro di Enrico Fedrighini: la rada di Livorno in mano agli americani, il traffico d’armi con il coinvolgimento della 21 Oktober II della Shifco (effettivamente in porto a Livorno quella notte) e addirittura quell’articolo di Panorama dove si ipotizzavano scenari terroristici.

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