Citazione da Panorama.it – Opposizione Richiesta di Archiviazione Inchiesta-bis Moby Prince

“Una parte della ricostruzione di quella drammatica notte del 10 aprile 1991 si arricchisce di nuovi particolari che Panorama. it é in grado di rivelare attraverso la testimonianza di un personaggio ascoltato dalla procura, nelle settimane successive al 17 ottobre 2006, quando é stato ufficialmente riaperto il caso. Secondo questa fonte, non furono gli ormeggiatori a raggiungere per primi il Moby Prince in fiamme, come si era sempre pensato. Quando dopo due ore circa dalla collisione con la petroliera Agip Abruzzo i soccorsi si avvicinarono finalmente al traghetto che era ormai in fiamme alla deriva nella rada del porto di Livorno, c’era già una pilotina nera, di circa sette metri, con tre persone a bordo. Era ferma, con il motore spento, al centro del lato sinistro della nave. I tre uomini, due di circa quarantacinque anni e uno molto più giovane al timone, stavano osservando lo scafo mentre bruciava. Secondo quanto risulta a Panorama. it quando i primi soccorritori (ovvero una imbarcazione degli ormeggiatori del porto, un rimorchiatore della ditta Fratelli Neri e una motovedetta della Guardia di Finanza), finalmente si avvicinarono al traghetto, videro la pilotina e tentarono di parlare con gli occupanti per sapere se avessero avvisato la capitaneria o visto superstiti, questi accesero i motori e senza parlare, si spostarono di alcuni metri avvicinandosi ancora di più alla Moby Prince, prima di sparire nel nulla. E proprio mentre gli ormeggiatori stavano portando in salvo l’unico superstite del disastro, il mozzo Alessio Bertrand, la pilotina fece perdere definitivamente le sue tracce. Poco dopo, dalla prua del traghetto tre lingue di fuoco seguite da tre esplosioni hanno distrutto e incendiato completamente il Moby Prince. La Procura di Livorno non commenta la presenza della pilotina e dei suoi tre occupanti”

Opposizione Richiesta Archiviazione Inchiesta bis Moby Prince, Avv. Carlo Palermo, p.7