GIACOMO MARIA SINI

«Tancas serradas a muru, / Fattas a s’afferra afferra, / Si su chelu fit in terra, / che l’aian serradu puru »
(Terreni chiusi con un muro / Fatti all’arraffa arraffa / Se il cielo fosse stato in terra / avrebbero chiuso anche lui)

MELCHIORRE MURENU, Sull’editto delle chiudende, 1820

Durante tutto il lungo racconto di Loris, c’era un ragazzo davanti a me, seduto al lato opposto del tavolo. Annuiva e sottolineava con alcuni cenni i passaggi principali.
Quel ragazzo si chiama Giacomo Maria Sini.
Quando ci siamo conosciuti Giacomo mi fu presentato da Loris come il suo successore designato. Stando ai racconti degli altri familiari, qualche anno prima Loris segnalò al resto dell’Associazione 140 l’intenzione di cedere progressivamente la guida dell’organizzazione ad un giovane e aveva identificato in Giacomo la persona giusta. Col tempo poi, come mi spiegò lui stesso, riconobbe in un passaggio di consegne troppo rapido un rischio legato al fatto che la conoscenza della vicenda di Giacomo fosse indiretta, principalmente per tramite dei ricordi della madre e di Loris.

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