I PRINCIPALI DUBBI RIMASTI

Alla fine di questo lungo percorso ricostruttivo si può notare come, quantunque il materiale documentale sia stato sviscerato a fondo e difficilmente si possa sostenere che aspetti centrali di questa vicenda, come la nebbia, siano indiscutibilmente falsi, restino ancora oggi molti dubbi in merito a questa storia ufficiale del Moby Prince descritta dalla magistratura italiana.
Del resto la stessa Procura di Livorno, in una nota di non casuale brevità, sottolinea come persino la tanto dibattuta nebbia possa essere riconducibile alla teoria espressa dai Consulenti Amm. Giuliano Rosati e Amm. Giuseppe Achille Borsa nella relazione consegnata al Tribunale stesso in data 17 giugno 2009.
I due ammiragli, dopo aver presentato le proprie deduzioni in merito ad aspetti cardine della collisione (quali l’orientamento della petroliera e la rotta del Moby Prince), provvedono di loro iniziativa a riportare una tesi alquanto particolare sul tema “nebbia”. Dacché in tutte le sentenze la nebbia é descritta come “strana”, “simile a fumo” e soprattutto riferita alla sola petroliera, l’Ing. Rosati ed il Dott. Borsa dichiarano che l’equivalente di un banco di nebbia in grado di coprire l’intera petroliera potrebbe essere il risultato della rottura di uno o più tubi vaporizzatori all’interno della camera di combustione (Relazione Rosati e Borsa, p. 37).

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