Istituto dei sinistri marittimi

L’istituto dei sinistri marittimi era regolato dagli artt. 578 e segg. e 465 e segg. del Codice della Navigazione. Secondo l’art. 578, l’Inchiesta Sommaria é competenza dell’autorità marittima “del luogo di primo approdo della nave o dei naufraghi” ed ha lo scopo di indagare “cause e circostanze del sinistro, nonché prendere i provvedimenti occorrenti per impedire le dispersioni delle cose e degli elementi utili per ulteriori accertamenti”. Qualora l’Inchiesta sommaria avesse determinato che dietro l’incidente potesse esserci dolo o colpa il Direttore Marittimo era obbligato d’ufficio a disporre il passaggio ulteriore dell’Inchiesta formale (Art. 579). Scopo di quest’ultima era “determinare cause e responsabilità del sinistro” ed il Ministro per la Marina Mercantile, a capo delle Capitanerie di Porto, aveva la facoltà di “affidare le inchieste formali a commissioni speciali nonché di sottoporre a revisione quelle compiute nella forma ordinaria (art. 580 Codice della Navigazione)”.