Le deposizioni di Cesare Gentile

Cesare Pasquale Gentile, all’epoca dei fatti Tenente della Guardia di Finanza, prestò soccorso la notte della strage del Moby Prince, in qualità di Comandante della motovedetta 5808.

Depose al Processo Moby Prince il 15 maggio 1996 e dopo un mese fu riconvocato per chiarimenti.
Infatti la prima deposizione di Cesare Gentile aveva destato notevole scalpore per tre passaggi:

  1. il primo relativo all’acquisizione degli estratti del giornale di chiesuola e dell’estratto del giornale della sala operativa che Gentile certificò trasmessi in data 12 Aprile alla Procura e però non erano stati inseriti nella documentazione dibattimentale;
  2. la descrizione dell’intervento di soccorso operato dalla motovedetta dove il Ten. Gentile segnalava  “ho conosciuto il punto di fonda della petroliera alle 22 e 45, perché alle 22 e 40 sono uscito dall’imboccatura sud del porto di Livorno … era una giornata chiarissima ed ho constatato la posizione delle varie navi in rada. Ho visto a nord che c’era una barca che imbarcava le armi […] mentre a nord c’era una nave grossa, illuminata, che era quella che stava facendo il carico delle armi. Questo lo ricordo con precisione”
  3. la descrizione dell’orientamento della prua dell’Agip Abruzzo: “prua 270° (ovest)”

Nella sua successiva deposizione Cesare Gentile confermò tutto quanto precedentemente segnalato.

Nel novembre del 2006 il finanziere, ormai collocato a riposo, é stato riascoltato dai procuratori che hanno realizzato l’inchiesta-bis sul Moby Prince. In questa occasione Cesare Gentile ha confermato per lo più tutto quanto precedentemente dichiarato con una sola, sensibile, differenza relativa alla dichiarazione circa la presenza di “traffico di armi” la notte della strage.

In pratica Gentile ha sostenuto che nei giorni precedenti aveva osservato una nave militare americana intenta a raccogliere alcune chiatte con armamenti, in pieno giorno. La stessa nave battente bandiera americana era presente la notte del disastro nella zona nord (opposta a quella dove ci fu la collisione) e Cesare Gentile riferisce quindi una sorta di qui pro quo nella sua dichiarazione: “Forse siccome il giorno prima ho visto che imbarcavano le chiatte (con le armi ndr), però quel giorno lì nel modo più assoluto non stava facendo nessuna operazione, ecco, mi sarò riferito a quel giorno prima che ho visto le chiatte, però quel giorno nessun movimento di armi” (Verbale delle dichiarazioni rese da Cesare Pasquale Gentile nel novembre 2006, p. 16).