MAURO

“Forse la fortuna fece sì che ci trovassimo fra le mani un amore eccezionale e io non avessi più bisogno di invertarlo, ma solo di vestirlo a festa perché durasse nella memoria, secondo il principio che è possibile costruire la realtà a misura dei nostri desideri.”
ISABEL ALLENDE, Eva Luna, Feltrinelli, p. 265

Arzachena. Sardegna. Una luce ed un’aria da fine maggio. Ma è febbraio. Ricordo l’immagine di Mauro che cammina con a fianco Antonella, in direzione di me e Michele, la prima volta che ci siamo incontrati. “È lui” dissi nell’atto di alzarmi dalla panchina vicina al luogo dell’appuntamento. L’avevo trovato su facebook. Un primo messaggio e dopo qualche giorno la risposta. Cortese. Disponibile, con discrezione. Qualche altro messaggio e poi la richiesta di conoscerlo. Le immagini su facebook della sua vita familiare erano un germoglio dopo la terra bruciata. Un segnale di speranza.
La storia dei suoi genitori, raccontata da Loris nel libro autoprodotto e parzialmente pubblicato on-line sul sito www.mobyprince.com, mi aveva colpito. Avevo negli occhi l’immagine di questa coppia sarda imbarcata su un traghetto, per andare in “continente” con l’obiettivo di aiutare il figlio universitario a trovare casa. L’orgoglio di vederlo studiare fuori. La semplicità dei loro gesti. Pensai al senso di colpa. Al peso di sentirsi in qualche modo responsabile per ciò che era accaduto. Quel sentimento che avevo riscontrato in chi, come Ivanna, ancora avvertiva come una colpa persino l’aver comprato il biglietto per i propri cari.

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