PREPARARE UN GIORNO, VENT’ANNI DOPO

“Su questa cosa della sede … prima ci avevano promesso l’ex-dogana. Non se ne fece di nulla. Ora ci dovevano assegnare questa stanza di quindici metri quadri, ma sono andato a vederla e nei fatti é il corridoio del vano ascensore degli spazi dell’ANPI. Per entrarci dovremmo passare dall’ANPI e lo stesso per accendere la luce. Ho scritto al Sindaco. Speriamo ci diano almeno un posto dove si possa accendere la luce e mettere qualche foto”

LORIS, agosto 2012

Sette giorni. Sette giorni e ci siamo. Hanno confermato la presenza tutti. Mauro ha già il biglietto. Loris verrà con Giacomo, Stefania e Paola. Angelo con Gabriele Bardazza. All’ultimo momento mi arriva una sua telefonata, a conferma della presenza: Gabriele Bardazza é l’unico non familiare invitato all’anteprima e la scelta per me é fondamentale. Nei fatti é la figura più vicina ad Angelo che ho conosciuto. Più del fratello stesso, residente a Cagliari, Gabriele Bardazza é la spalla cercata da Angelo per il suo bisogno di risposte sul Moby Prince. E questo non é casuale. Lui é un perito, non é un familiare delle vittime. Lui é un tecnico. Angelo ritrova in questo un elemento di rinforzo per la sua causa. Poi Gabriele Bardazza non c’era dall’inizio, deve rileggere tutto prima di arrivare a pensare qualcosa di difforme dalle deduzioni di Angelo. É una spalla, legittimante. Se dirà di sì, se troverà qualcosa, allora tutte le idee più complesse sostenute in questi anni avranno una qualche solidità scientifica. Non saranno vaneggiamenti. Non saranno l’ossessione tanto temuta. Quantomeno non lo saranno più.

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