PROTAGONISTI DI UNA STORIA

A ridosso dell’evento fummo convocati in Regione. Volevano sapere come rendersi utili. Ci dicono “avete bisogno di soldi?”. Quell’altro voleva dirgli di sì, io gli dissi: “No. Dovete fare solo due cose: aiutarci materialmente e dare un lavoro alle vedove”

LORIS, 2011

Chi sono i protagonisti di questa storia? Persone. Italiane. Persone comuni, quali si incontrano per strada ogni giorno. Ti sfiori, “mi scusi”, “no si figuri sono io distratto”. Quel tipo di persone che nel dirti una parola gentile ti guardano per un attimo negli occhi e ti lasciano vedervi oltre. Vedere un mare, infinito. Un mare di ricordi, di emozioni complesse e spesso indescrivibili. Là dove il linguaggio non può arrivare, dove la narrazione si ferma e lascia il posto a quel sistema impalpabile che guida le vite più nobili e meritevoli: l’empatia.
Ci sono occhi del genere in giro per strada. Occhi che devi fermarti ad ascoltare. In un mondo frenetico, racchiuso nell’individualismo delle scelte autoreferenziali, delle cerchie, del “io” e “sapessi io”, quegli occhi si perdono in mezzo alla folla. Si perdono nel rumore. Si perdono nel loro bisogno di essere ascoltati per un pochino più di cinque minuti, letti per un pochino di più di 140 caratteri. Io ho avuto la fortuna di incontrarli. Di cercarli e di saperli ascoltare. Ho avuto la sorte di conoscerli e andarvi in qualche caso oltre. Diventarvi, addirittura, amico.
Nella coscienza che ogni descrizione è parziale, sento però il bisogno di presentarveli.

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