Renato Superina

Renato Superina, il Comandante della petroliera Agip Abruzzo contro la quale entrò in collisione il Moby Prince, é tra i principali misteriosi protagonisti di questa vicenda. Resteranno indelebili nella memoria collettiva le sue parole registrate dalla stazione IPL Livorno Radio la notte nel disastro, dalle quali molti considerevoli dubbi erano emersi su quella che successivamente diventò la ricostruzione ufficiale.
Tra questi le parole pronunciate alle 22:57:27 del 10 aprile 1991, quando, sollecitato dai Vigili del Fuoco perché suonasse la tromba di bordo allo scopo di farsi meglio localizzare nel fumo (o nebbia) che circondava la zona di mare interessata dalla collisione, Superina rispose “stiamo suonando, stiamo suonando, solo che abbiamo la prua a sud e quindi difficilmente sentite”.
Questa affermazione di Superina fu giudicata dalle sentenze di primo grado, appello e successiva inchiesta bis come pronunciata “per la concitazione del momento” e quindi errata. L’intera dinamica dell’incidente sostenuta dalle tesi dei giudici poggia infatti sull’idea che l’Agip Abruzzo avesse la prua verso nord e quindi il Moby Prince, urtandovi sul lato di dritta (ovvero destro), sia entrato in collisione con la petroliera in direzione opposta al porto. Qualora la prua della petroliera fosse stata infatti a sud il fianco destro colpito dal traghetto imporrebbe di sostenere l’idea che il Moby Prince, per qualche motivo, stesse compiendo una sorta di inversione di rotta.
Il Comandante Superina, nonostante fosse in grado di chiarire questa e tante altre importanti questioni centrali per l’esatta comprensione dell’incidente, preferì avvalersi della facoltà di non rispondere quando il collegio giudicante di Livorno lo chiamò a testimoniare nel corso del Processo di primo grado. Inoltre, a causa della sua precaria condizione di salute, Superina non poté rispondere nemmeno alle domande dei magistrati a cui fu assegnata l’inchiesta-bis.