TRENTO. RACCONTARE L(A FINE DI UN)’AVVENTURA

Arriviamo a Verona per il cambio treno. Andiamo a fare colazione. Un ragazzo davanti a me indossa gli auricolari e parla al telefono mentre chiede al barista la colazione. Ad un certo punto si allontana. Il barista mi guarda. Poi prova a dirgli qualcosa della sua colazione. Senza successo. Allora mi riguarda e dice “bella educazione eh?”. Il ragazzo continua la sua telefonata e quando si avvicinerà al bancone scoprirà il qui pro quo. É a Verona. Bar. Ma la testa é altrove. Vicino a chi lo sta chiamando.
A servire anche dei ragazzi di colore. Michele mi dice essere cosa comune. A Verona ci sono molti immigrati regolari con lavoro regolare. Penso sia curioso. Il sindaco Tosi lo vedo sempre parlare di immigrazione clandestina. Dell’immigrazione regolare in questo bar, mai.
Una volta risaliti sul treno, ho l’occasione di riflettere. Tante questioni in questo viaggio. Tante questioni affrontate nei giorni precedenti con Angelo. Questa storia ha bisogno di più verità. C’é una verità esclusa ai protagonisti per distanze geografiche e relazionali ed il documentario la può mostrare, per offrire loro la possibilità di colmare queste distanze. Ma per raggiungere lo scopo ha bisogno di registrarla, questa verità, e di farlo per quel che essa é, non per quello che dovrebbe essere. Quando in un documentario chiedi a qualcuno di recitare stai chiedendo di interpretare a quella persona una tua idea di cosa sia la sua verità. In questo modo assecondi la tua idea di perfezione ed io questo non riesco a condividerlo. Io questo lo chiamo ingannare ed ingannarsi.
Per me la verità é giusta in quanto tale, siamo noi a doverci porre con umiltà all’ascolto ed un documentario ha il solo scopo di raccoglierla ed assemblarla per darvi un senso vicino alle finalità di chi lo sta producendo. A me non interessa Loris in quanto portatore della memoria, Angelo che lotta nei tribunali, la madre afflitta ed il giovane futuro della lotta. A me interessa la verità e la capacità della verità di sfuggire a tutte le caratterizzazioni, a tutti gli stereotipi. Angelo é un razionalista e punto? Siamo certi? Loris é solo il ricordo?

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