TRENTO. RACCONTARE L(A FINE DI UN)’AVVENTURA

Quando conobbi Vitti e Mario durante il primo incontro di Raccontare l’avventura, nel novembre 2011, dissi loro “il Cile é il paese migliore del mondo per capire il neoliberismo. Il mio amico Gabriel é cileno, me l’ha spiegato e la cosa incredibile é che pochissimi lo sanno”.
Oggi li vedo arrivare carichi di entusiasmo perché due giorni prima erano stati a Roma, all’assemblea dell’ENEL e si é presentato un indio mapuche per parlare e chiedere agli azionisti proprietari di quote della società di riflettere sulla capacità delle “loro” scelte di destabilizzare il “suo” territorio. Vitti, Mario e Stefano lo hanno ripreso dai monitor della sala stampa. Loro c’erano e stavano provando a fare qualcosa.
Del loro progetto, all’interno del workshop, ho sentito dire di tutto. Troppa Enel, poca Enel. Troppa acqua, poca acqua. Poi manca la storia. Poi troppa storia. La storia é legata a tre donne: una ha subito già le conseguenze delle dighe, una lotta in radio per diffondere il pensiero di un mondo migliore senza dighe e l’altra sta per subire quanto la prima ha subìto. La radio le collega. La diga le collega. L’essere donne in lotta le collega. Ma “la storia non c’é”. Così dicono gli esperti. Mi incazzo. E abbastanza.
Un giorno dico “non penso sia cosa giusta guardare il mondo dal buco della serratura di 52 minuti di documentario” e vedo Edoardo Fracchia – uno dei maggiori produttori italiani di documentari e qui tutor – guardarmi e buttare giù la testa. Lui, forse, quello lo sa. Ma si deve dire altro. C’é dell’altro. La vita, le televisioni, il mercato. C’é altro. Ti capisco ma. Ti capisco però. Però basta.
É venuto anche Pierluca Ditano. Ha un bel progetto sulla Puglia. La sua Fasano. Un imprenditore vicino a D’Alema ha magicamente comprato tratti di territorio vicini al mare e, in un caso, di interesse archeologico: ci ha fatto resort, campi da golf. Vuole fare altro ancora. Lui, Pierluca, ha diciannove anni. Ha diciannove anni e non ci sta. Si incazza. Lui lì andava a farci il bagno e gli stanno portando via il suo mare.
Porta un video di 7 minuti. Non va bene. “É lungo. Poi manca la storia”. Dentro di me penso “andate a cagare tutti”. Michele é sulla loro stessa lunghezza d’onda. “Luca non ci sento la storia. Perché dovrei venire a vedere il tuo film?”. Gli dico “si chiama Pierluca”. Cazzo almeno i nomi potreste fare lo sforzo di ricordarli. Come mai io li ricordo tutti? Berta, Marisol, Claudia, Francesca, Eloise, Gianfranco, Alan, Loreto, Arianna, Carmine, Alessandro, Dennis, Sonia, Stefano, Edoardo, Boris, Francesco, Roberto, Nicola, Fabio, Valentina … A me interessa. Questo é il problema. A me interessa. Queste storie mi interessano. Altre no. A Trento ho visto tre film e conosciuto quindici persone. É un fatto di priorità. La vita é fatta di priorità.

«   »

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15