Tribunale Civile di Livorno R.G. 1730/2000

Con atto di citazione notificato in data 29/06/2000 diciassette familiari delle vittime, ancora non risarciti e riferibili a sole cinque vittime per le quali non fu accettata alcuna transazione precedente, si costituirono in sede civile contro le compagnie armatrici SNAM s.p.a e Nav.ar.ma. s.p.a., per ottenere il risarcimento dei danni morali, biologici e patrimoniali oltreché il riconoscimento delle spese legali sostenute nel primo procedimento.

Gli avvocati di questi familiari (su tutti Paolo Bassano e, per alcuni di essi, Francesco Massa e Franca Romagnoli) si appellarono verso tali società in nome della cosiddetta “responsabilità extracontrattuale” (art. 2049 codice civile) ovvero per i dipendenti delle stesse identificati come co-responsabili della tragedia: Valentino Rolla per SNAM, in concorso con Renato Superina [incredibilmente chiamato “Bruno” nell’atto di citazione], e Ugo Chessa e/o gli altri ufficiali e personale di equipaggio non identificati “responsabili della manovra e del governo nautico al momento in cui la collisione ebbe a verificarsi” (Atto di citazione, p. 7).

Dopo due anni le parti chiusero il procedimento pervenendo ad un accordo finale di liquidazione extra-giudiziale nel cui atto conclusivo Nav.ar.ma s.p.a. e SNAM s.p.a. precisavano che tale risarcimento non era in alcun modo un forma di ammissione di responsabilità.

Il risarcimento fu nei fatti operato dalle compagnie assicuratrici per responsabilità civile di Nav.ar.ma. s.p.a. benché l’atto di transazione e quietanza esplicitasse che il risarcito, accettando tale accordo, non avrebbe potuto rivalersi più su questa vicenda né verso Nav.ar.ma. s.p.a., né verso SNAM s.p.a., né verso relativi dipendenti e soprattutto i propri assicuratori.